Mentre ci avviciniamo alla fine del 2025, il mondo dell’orologeria vive come ogni anno la sua stagione più frenetica: quella delle speculazioni. I collezionisti più attenti si chiedono già quali modelli potrebbero essere dismessi nel 2026, nella speranza di individuare in anticipo quei segnatempo che, una volta ritirati dal catalogo, potrebbero acquistare valore sul mercato secondario.
Naturalmente, nessuna maison conferma le proprie mosse in anticipo: le ipotesi nascono dall’osservazione dei pattern storici, dalle pulizie di catalogo che molte case effettuano prima di Watches & Wonders, e dall’analisi delle uscite di scena del 2025, che spesso preannunciano l’evoluzione di gamma dell’anno successivo.
Noi di Meridiana Orologi abbiamo analizzato le tendenze, confrontato le fonti internazionali e ragionato sulle strategie delle grandi maison. Ecco le nostre ipotesi più plausibili.

Previsioni sulle novità in casa Rolex
Il 2025 ha segnato una ristrutturazione importante nella linea Oyster Perpetual, con il debutto dell’OP 41 ref. 134300 e la nuova tavolozza di quadranti laccati – lavanda, beige, pistacchio – che ha preso il posto delle precedenti finiture “sunray” e del discusso Celebration dial, ormai fuori catalogo. È il classico segnale di fine ciclo estetico e riallineamento della gamma.
Le misure 36 mm (ref. 126000) e 31 mm (ref. 277200), tuttavia, sono ancora presenti nel listino ufficiale, arricchite da nuove declinazioni cromatiche. Per questo, l’ipotesi più realistica per il 2026 non è una dismissione secca dell’intera referenza, ma un allineamento tecnico e stilistico: un aggiornamento delle famiglie 36 e 31 sulla scia del 134300, con un’ulteriore rotazione dei quadranti. Per i collezionisti, le configurazioni “di transizione” 2024-2025 – soprattutto le ultime sunray – potrebbero diventare le istantanee finali di un’epoca.
Parallelamente, sono tornate a circolare le voci su una possibile uscita del GMT-Master II “Pepsi” (126710BLRO). Ma questa ipotesi, va detto, si ripresenta ciclicamente. La complessità produttiva della lunetta Cerachrom rosso/blu, più volte citata dalla stessa Rolex, genera periodicamente indiscrezioni legate ai colli di bottiglia o ai tagli di produzione. A questo si aggiunge la consueta ondata di previsioni che precede Watches & Wonders, spesso smentite dai fatti: nel 2025, ad esempio, il Pepsi è rimasto regolarmente a catalogo.
Ogni volta che emergono brevetti o indiscrezioni su un possibile ritorno del Coke (rosso/nero), la comunità rilancia l’idea di una ristrutturazione della linea GMT – e di riflesso del destino del Pepsi. Ma anche qui, per ora, parliamo di indizi, non di certezze. Sarà questa la volta buona? Chissà.

Le nostre ipotesi sull’Aquanaut di Patek Philippe
Nel 2025, Patek Philippe ha ufficialmente discontinuato l’Aquanaut 5167/1A, la versione su bracciale in acciaio, lasciando però in gamma la 5167A su gomma. È una mossa perfettamente coerente con la tradizione della Maison, che da anni effettua tagli mirati di catalogo in vista di Watches & Wonders per introdurre nuove referenze.
Su questa base, la lettura che facciamo per il 2026 è quella di un refresh generazionale dell’Aquanaut: un rinnovamento tecnico-estetico che comporterà probabilmente la progressiva uscita di scena della 5167A (o di alcune sue varianti), più che una rivoluzione improvvisa. Il “vuoto” lasciato dalla 5167/1A crea infatti lo spazio naturale per un aggiornamento di piattaforma, esattamente come Patek ha fatto in passato con le linee Nautilus e Calatrava.
Per i collezionisti, i cosiddetti “late run” della 5167 – gli ultimi esemplari prodotti con corredo completo – rappresentano già ora un potenziale capitolo di transizione: gli ultimi Aquanaut “puri” prima della nuova generazione.

Considerazioni su omega Seamaster Diver 300M
Tra i marchi più osservati c’è Omega, e in particolare la Seamaster Diver 300M “generazione 2018”. Questa piattaforma, nata con la revisione del 2018, è riconoscibile per la cassa da 42 mm, il quadrante in ceramica con onde incise al laser, la lunetta in ceramica e il calibro 8800 Master Chronometer con data a ore 6. Da allora, il modello ha completato un ciclo tecnico e stilistico durato quasi otto anni.
Nel 2023, in occasione dei 75 anni della linea Seamaster, Omega ha introdotto la palette “Summer Blue”, un aggiornamento cromatico senza variazioni meccaniche: tipico segnale di “fine ciclo”. Nel 2024 è poi arrivata la svolta con le versioni no-date (calibro 8806), con lunetta in alluminio e un’estetica più sportiva e vintage. Nel giro di pochi mesi la famiglia no-date si è ampliata con modelli in Titanium & Bronze Gold e, nel 2025, con la cassa Bronze Gold Burgundy, consolidando una direzione ben precisa.
Tutto questo fa pensare che nel 2026 Omega possa procedere a una potatura selettiva delle varianti 2018 – in particolare le versioni con onde in ceramica e data – per lasciare più spazio alla linea no-date. Non un taglio netto, ma una razionalizzazione di colori e combinazioni, come già accaduto in passato. Per i collezionisti più attenti, le configurazioni simbolo del 2018 – blu, nero o bianco con onde incise e data a ore 6 – meritano attenzione.
Non ci resta che aspettare per scoprire le novità
Non sappiamo se le cose andranno così. Nel mondo dell’orologeria di lusso, prevedere una “discontinuation” è sempre un esercizio di equilibrio tra intuito e osservazione. Ma per chi vive la passione non solo come investimento, ma come forma di conoscenza e gusto, seguire questi segnali è parte del gioco, un gioco raffinato, fatto di dettagli, tempismo e pazienza.